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Nigel Coates (nato a Malvern nel 1949) ha sempre sfidato il significato dell’architettura e dell’oggetto. La sua missione è portare pari parti di arte e intelligenza nell’architettura e nel design; qualunque sia lo spazio o l’oggetto, Coates lo riempirà di passione, ironia e istinto. Dopo essersi formato presso l’Architectural Association, Coates è diventato presto una forza originale nel campo del design, con molte delle sue idee tratte dalla “confusione ed eccitazione” della vita urbana. Le sue narrazioni inventive si sono tradotte in molti edifici, interni ed esposizioni in tutto il mondo, in particolare in Giappone e nel Regno Unito. Lavori più sperimentali sono stati esposti in contesti artistici e di design, tra cui Ecstacity presso l’Architectural Association (1992), Mixtacity presso la Tate Modern (2007), Hypnerotosphere alla Biennale di Architettura di Venezia del 2008 e Picaresque presso il Triennale Design Museum (2012). È molto richiesto come designer di illuminazione e mobili, collaborando con molte aziende italiane tra cui Alessi, Ceramica Bardelli, Gebrüder Thonet Vienna, Fornasetti, Fratelli Boffi, Glamora, L’Abbate, Poltronova, Richard Ginori, Slamp, Terzani e Varaschin. Esempi del suo lavoro sono conservati in diverse collezioni museali, tra cui il V&A di Londra e il FRAC di Orléans. Il suo libro “Guida a Ecstacity” è stato pubblicato da Laurence King nel 2003 e il suo ultimo libro, “Architettura Narrativa”, è stato pubblicato da Wiley nel 2012. È anche una figura di spicco presso la nuova London School of Architecture.

Nigel Coates

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Nigel Coates (nato a Malvern nel 1949) ha sempre sfidato il significato dell’architettura e dell’oggetto. La sua missione è portare pari parti di arte e intelligenza nell’architettura e nel design; qualunque sia lo spazio o l’oggetto, Coates lo riempirà di passione, ironia e istinto. Dopo essersi formato presso l’Architectural Association, Coates è diventato presto una forza originale nel campo del design, con molte delle sue idee tratte dalla “confusione ed eccitazione” della vita urbana. Le sue narrazioni inventive si sono tradotte in molti edifici, interni ed esposizioni in tutto il mondo, in particolare in Giappone e nel Regno Unito. Lavori più sperimentali sono stati esposti in contesti artistici e di design, tra cui Ecstacity presso l’Architectural Association (1992), Mixtacity presso la Tate Modern (2007), Hypnerotosphere alla Biennale di Architettura di Venezia del 2008 e Picaresque presso il Triennale Design Museum (2012). È molto richiesto come designer di illuminazione e mobili, collaborando con molte aziende italiane tra cui Alessi, Ceramica Bardelli, Gebrüder Thonet Vienna, Fornasetti, Fratelli Boffi, Glamora, L’Abbate, Poltronova, Richard Ginori, Slamp, Terzani e Varaschin. Esempi del suo lavoro sono conservati in diverse collezioni museali, tra cui il V&A di Londra e il FRAC di Orléans. Il suo libro “Guida a Ecstacity” è stato pubblicato da Laurence King nel 2003 e il suo ultimo libro, “Architettura Narrativa”, è stato pubblicato da Wiley nel 2012. È anche una figura di spicco presso la nuova London School of Architecture.